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IL MUTAMENTO IMPRESSO ALLE MISURE DI PREVENZIONE: DALLA PREVENZIONE ALLA PUNIZIONE

Corso biennale di Tecnica e Deontologia del difensore di ufficio

Le misure di prevenzione, come noto,  sono strumenti applicabili ante delictumpreter delictum post delictum assoggettate ad una disciplina legislativa estremamente complessa e problematica, una problematicità che potremo  sintetizzare nella definizione di “ pene del sospetto” in quanto indubbiamente afflittive seppure non ancorate alle garanzie, anche di rango Costituzionale,  del Sistema Penale.

Sul tema si è legiferato molto dal 2011 in avanti, dando vita ad una implementazione  degli strumenti ed obiettivi del Sistema di Prevenzione che è stato oggetto di una trasformazione “genetica”  atteso che, concepite quale strumento amministrativo  di controllo sociale di persone ritenute “pericolose” per la sicurezza pubblica, sono , invece, diventate un compendio  di  strumenti  “sanzionatori”, applicabili ad un novero davvero ampio di soggetti  che,  una volta inquadrati nel genus di cui all’art. 4 D.lgs. 159/2011, possono essere “puniti” senza le garanzie previste dal Sistema Penale.

L’evoluzione del sistema di prevenzione , finalizzata a contrastare con maggiore efficacia una criminalità sempre più aggressiva non è stata accompagnata dalla consapevolezza dei rischi sistematici connessi al mutamento di fisionomia di un modello che in tal modo perdeva i propri originari tratti , per assumere quelli di una punizione sempre più orientata a contendere spazi allo stesso diritto penale.

Rischi accentuati da una prassi applicativa poco selettiva che facendo sponda al sovradimensionamento legislativo ha prodotto una sorta di bulimia delle misure di prevenzione ingenerando così in taluno la falsa convinzione che la “questione penale” concernente talune forme di criminalità particolarmente aggressive potesse essere risolta, del tutto sbrigativamente, per il tramite di questa via. Ossia attraverso l’uso di un sottosistema di quello penale, di fatto altrettanto legittimato alla punizione, sia pure malcelata sotto le vesti di una prevenzione in realtà illusoria perché svuotata di ogni contenuto, per di più avvantaggiata perché sottratta alle garanzie, anche di rango costituzionale, alle quali il sistema penale è invece sottoposto.

L’occasione per affrontare questi temi da parte degli esperti giuristi che hanno partecipato all’evento,  è stata la presentazione della Monografia scritta dal prof. Nico D’Ascola, intitolata : “ Il Mutamento impresso alle Misure di Prevenzione : dalla prevenzione alla punizione” 

Il Convegno rappresenta uno straordinario strumento pedagogico utile a studiare e comprendere temi complessi grazie alla guida, sicura ed efficace, di una riflessione scientifica che si sviluppa attraverso il compendio di argomenti esposti con rigore e chiarezza tali da rendere questo webinar una fonte di conoscenza purissima della teoria ma, soprattutto, della pratica del Sistema di Prevenzione italiano .

La meditazione scientifica sviluppata dai relatori dipinge un affresco solare della “illusorietà”di una “prevenzione” che è stata geneticamente trasformata in “punizione” .

RELATORI:

Avvocato Penalista Roberto IMPERATORE;

 Giudice Dr. Massimo URBANO e il Prof. Avv. Nico D’Ascola.

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